Ravello deve la sua fondazione alle famiglie dell’aristocrazia romana che, lasciate le proprie città, ormai insicure a causa delle invasioni barbariche, trovarono rifugio sui Monti Lattari, ricchi di acque e di vegetazione.
Le origini del nome probabilmente vanno ricercate nel pre-indoeuropeo “Grav”, che collegato alla sua base “Karra”, pietra, dirupo, starebbe ad indicare un luogo scosceso, specificando la collocazione geografica della città.
Ravello fino all’XI secolo intrattenne rapporti commerciali con l’Oriente arabo e bizantino, seguendo le orme di Amalfi, favorendo la formazione di una nuova aristocrazia ravellese sostenuta sia dai sovrani normanni, grazie ai quali Ravello nel 1086 divenne sede vescovile direttamente dipendente dal Papa, che da quelli svevi ed angioini.
Il periodo di maggiore splendore lo visse tra i secoli XI - XIV come è dimostrato dal grande incremento demografico contenuto in un città circondata da tre ordini di mura, al di fuori delle quali si estendevano le case coloniche e terreni coltivati.
Nei secoli successivi ci fu un grosso declino della zona a causa delle lotte tra Angioini e Durazzeschi; nel secolo XVI terremoti, pestilenze (1527-1528) e carestie (1565-1570-1585), confinarono Ravello in un isolamento durato secoli.
Dalla seconda metà dell’Ottocento la zona cominciò ad essere rivalutata.
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