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| Itinerari: Massa Lubrense |
Nel 1656 la peste scoppiata a Napoli fece diverse vittime anche a Massa. Tempi migliori arrivarono con la dominazione borbonica diffondendo attività commerciali e artigiane che si svolgevano prevalentemente via mare. Il commercio con Napoli fu talmente intenso che un intero rione presso il molo di attracco fu chiamato «Porta di Massa».
Gli abitanti di Massa parteciparono sempre attivamente alla vita politica non solo del loro paese ma anche di Napoli partecipando alla nascita della Repubblica Partenopea ; nel 1808 Gioacchino Murat diresse da Massa le operazioni militari contro gli Inglesi che occupavano Capri.
Si affacciarono nuovamente tempi duri in seguito alla prima guerra mondiale e poi alla seconda con l’espatrio degli abitanti verso le Americhe, la Nuova Zelanda e la Germania.
L'apertura di cave di pietre (le più importanti quelle di Vitale e di Ieranto, oggi entrambe disattivate) attirò l'immigrazione di lavoratori provenienti dalla Sardegna, che si inserirono nel contesto sociale.
Gli ultimi decenni hanno visto un crescente sviluppo nel settore agricolo ed in quello turistico grazie anche ad un incremento dei trasporti marittimi che consentono spostamenti più veloci.
Da visitare:
La chiesa di S. Maria delle Grazie ricostruita nel secolo XVIII al suo interno vanta uno splendido pavimento maiolicato. Accanto alla chiesa si erge il palazzo vescovile, anch’esso settecentesco.
Marina della Lobra sulla costa è un grazioso villaggio di pescatori, su cui si affaccia il santuario di S. Maria della Lobra, corruzione del termine delubrum , tempio, nato sui resti di un tempio romano dedicato forse a Minerva. La chiesa è del secolo XVI, ha un soffitto a lacunari del XVI secolo ed un colorato pavimento maiolicato del secolo XVIII.
Termini meta di escursioni si può scendere a Punta Campanella , l’estremità della penisola di fronte a Ischia. La punta è protetta da una torre, eretta nel secolo XIV e ricostruita nel secolo XVI , la cui campana avvisava gli abitanti in caso di pericolo (da qui il nome della località).
La Baia di Ieranto , dominata dal monte di S. Costanzo, oggi proprietà del FAI che provvede alla sua tutela.
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